La fascite plantare è una delle lesioni più comuni tra i corridori, caratterizzata da dolore e infiammazione nella regione del tallone e della pianta del piede. Questa condizione può limitare la capacità di correre e influenzare negativamente le prestazioni sportive. È importante comprendere le cause, i sintomi e i fattori di rischio associati alla fascite plantare, nonché acquisire conoscenze sulla prevenzione e sui trattamenti disponibili. Questo articolo esplorerà in dettaglio la fascite plantare nel contesto della corsa, offrendo informazioni chiare e consigli pratici per prevenire e curare questa lesione. Se sei un appassionato di running e desideri mantenere una pratica sportiva sana e priva di dolori, continua a leggere per scoprire tutto ciò che devi sapere sulla fascite plantare e come affrontarla in modo efficace.

Introduzione alla fascite plantare: una delle lesioni più comuni tra i corridori

La fascite plantare è una delle lesioni più comuni che affliggono i corridori di tutti i livelli. Si tratta di una condizione dolorosa e debilitante che colpisce la fascia plantare, una struttura di tessuto connettivo che si estende lungo la parte inferiore del piede, dal tallone all’avampiede. La fascite plantare è caratterizzata da dolore acuto o cronico nella zona del tallone, che può irradiarsi lungo l’arco plantare e peggiorare durante la camminata o la corsa.

La causa principale della fascite plantare è l’infiammazione e la degenerazione della fascia plantare a seguito di un eccessivo stress o traumi ripetitivi. I corridori sono particolarmente suscettibili a questa condizione a causa dell’alto impatto e dello stress costante che i loro piedi subiscono durante l’attività di corsa.

La fascite plantare può essere debilitante e limitare la capacità di correre e svolgere attività quotidiane. È importante affrontare tempestivamente questa condizione per evitare complicazioni e favorire una rapida guarigione. Nel resto dell’articolo esploreremo l’anatomia del piede e della fascia plantare, le cause e i fattori di rischio della fascite plantare legata alla corsa, i sintomi e le diagnosi, le strategie di prevenzione, le opzioni di trattamento conservativo e i programmi di riabilitazione.

Fonte: American Academy of Orthopaedic Surgeons – Plantar Fasciitis

Anatomia del piede e della fascia plantare: comprensione della struttura coinvolta

Per comprendere appieno la fascite plantare e il suo impatto sulla corsa, è fondamentale avere conoscenze di base sull’anatomia del piede e sulla struttura della fascia plantare.

Il piede è una complessa struttura costituita da ossa, muscoli, tendini e legamenti, che lavorano insieme per fornire stabilità, supporto e movimento. La fascia plantare è una fascia di tessuto connettivo spessa e resistente che si estende dalla base del tallone all’avampiede, formando un arco che funge da ammortizzatore naturale durante la deambulazione e la corsa.

La fascia plantare svolge diverse funzioni cruciali per il piede. Agisce come una sorta di “corda elastica” che assorbe l’energia durante il contatto del piede con il terreno e la restituisce durante la spinta successiva. Inoltre, fornisce sostegno all’arco del piede, contribuendo alla sua struttura e stabilità.

Durante la corsa, la fascia plantare subisce sollecitazioni notevoli. L’azione ripetitiva di sollevare e spingere il corpo in avanti mette sotto sforzo la fascia plantare, che può portare a microtraumi e infiammazione se non gestiti correttamente. La fascite plantare si sviluppa quando la fascia plantare è soggetta a un carico eccessivo o a un trauma ripetitivo, causando l’infiammazione e il dolore caratteristici.

La comprensione dell’anatomia del piede e della fascia plantare è fondamentale per prevenire e trattare la fascite plantare in modo efficace. Una corretta conoscenza della struttura coinvolta aiuta i corridori a comprendere l’importanza di una buona biomeccanica, di un adeguato supporto del piede e di una corretta tecnica di corsa per evitare il sovraccarico e il trauma alla fascia plantare.

Per saperne di più sull’anatomia del piede e della fascia plantare, puoi consultare il sito Foot Health Facts dell’American College of Foot and Ankle Surgeons (ACFAS), all’indirizzo: https://www.foothealthfacts.org.

Cause e fattori di rischio della fascite plantare nella corsa

La fascite plantare è una lesione comune tra i corridori, e comprendere le sue cause e i fattori di rischio è essenziale per prevenirla e gestirla in modo efficace.

Le cause della fascite plantare sono spesso legate a un sovraccarico eccessivo o a traumi ripetitivi sulla fascia plantare. L’eccessivo stress può derivare da una serie di fattori, tra cui:

  1. Errata biomeccanica del piede: I difetti nella struttura o nella funzione del piede, come piedi piatti o arcate molto alte, possono alterare la distribuzione del peso sul piede e mettere sotto pressione la fascia plantare.
  2. Scarsa flessibilità muscolare: Una ridotta flessibilità dei muscoli del polpaccio e della parte posteriore della gamba può influire sulla capacità del piede di assorbire adeguatamente gli impatti durante la corsa, sovraccaricando la fascia plantare.
  3. Scarpe inadeguate: L’utilizzo di scarpe da corsa non adatte, come quelle con un insufficiente supporto dell’arco plantare o un’ammortizzazione inadeguata, può aumentare lo stress sulla fascia plantare durante l’attività fisica.
  4. Aumento repentino dell’attività: Un aumento improvviso dell’intensità o del volume di allenamento senza un adeguato periodo di adattamento può sovraccaricare la fascia plantare e aumentare il rischio di lesioni.
  5. Terreni duri o irregolari: La corsa su superfici dure o irregolari può aumentare l’impatto sul piede e sulla fascia plantare, contribuendo all’insorgenza della lesione.

I fattori di rischio che possono predisporre i corridori alla fascite plantare includono:

  1. Età: La fascite plantare può colpire persone di tutte le età, ma è più comune negli individui tra i 40 e i 60 anni.
  2. Obesità: Il peso eccessivo esercita una maggiore pressione sulla fascia plantare, aumentando il rischio di infiammazione e lesioni.
  3. Attività fisica intensa: I corridori che si impegnano in allenamenti intensi o frequenti sono più suscettibili alla fascite plantare, poiché sottopongono la fascia plantare a un carico costante.
  4. Occupazioni o attività che richiedono lunghe ore in piedi: Professioni che implicano lunghe ore in piedi, come insegnanti o camerieri, possono aumentare il rischio di sviluppare la fascite plantare a causa dello stress prolungato sulla fascia plantare.

È importante sottolineare che la fascite plantare può essere influenzata da una combinazione di fattori, e ogni individuo può avere circostanze uniche che contribuiscono alla sua insorgenza.

Per ulteriori informazioni sulle cause e i fattori di rischio della fascite plantare, puoi consultare il sito web dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS) all’indirizzo: https://orthoinfo.aaos.org.

Sintomi e diagnosi della fascite plantare: riconoscere e valutare il problema

La fascite plantare può manifestarsi attraverso una serie di sintomi caratteristici. È importante essere consapevoli di questi segnali per poter riconoscere e affrontare tempestivamente il problema.

Il sintomo principale della fascite plantare è il dolore al tallone o alla base dell’arco del piede. Spesso, il dolore è più intenso al mattino appena svegli o dopo periodi di riposo prolungato. Può essere descritto come una sensazione di bruciore, pungente o di puntura.

Altri sintomi comuni includono:

  • Dolore durante la corsa o la camminata: Il dolore può aumentare durante l’attività fisica, specialmente durante la corsa, il salto o la camminata su superfici dure.
  • Rigidità e dolore dopo l’attività: Dopo l’attività fisica, la fascia plantare può diventare rigida e il dolore può persistere per diverse ore.
  • Dolore durante la palpazione: La pressione diretta sul tallone o sulla parte inferiore del piede può causare dolore.
  • Ridotta flessibilità: Alcuni individui con fascite plantare possono sperimentare una diminuzione della flessibilità della caviglia, rendendo difficile allungare adeguatamente la fascia plantare.

La diagnosi della fascite plantare viene solitamente effettuata da un medico o da un professionista sanitario specializzato. Durante l’esame fisico, il professionista valuterà i sintomi e procederà all’analisi della storia clinica del paziente. Possono essere richiesti esami diagnostici aggiuntivi, come raggi X o ecografie, per escludere altre possibili condizioni o confermare la presenza della fascite plantare.

È importante consultare un medico o un fisioterapista qualificato per una diagnosi accurata e un piano di trattamento appropriato.

Per ulteriori informazioni sulla diagnosi della fascite plantare, si consiglia di consultare il sito web della Mayo Clinic all’indirizzo: https://www.mayoclinic.org.

Prevenzione della fascite plantare: strategie per ridurre il rischio di lesioni

La prevenzione della fascite plantare è fondamentale per i corridori al fine di ridurre il rischio di sviluppare questa fastidiosa condizione. Ci sono diverse strategie che possono essere adottate per proteggere la fascia plantare e prevenire lesioni. Ecco alcuni consigli utili:

  1. Aumentare gradualmente l’intensità dell’allenamento: Evitare improvvisi aumenti di intensità o di chilometraggio durante la corsa. Un incremento graduale permette ai tessuti di adattarsi progressivamente allo stress e riduce il rischio di sovraccarico.
  2. Effettuare un adeguato riscaldamento: Prima di iniziare l’attività fisica, è importante dedicare del tempo a un riscaldamento appropriato. Eseguire esercizi di stretching dinamico per allungare i muscoli del piede e della gamba può contribuire a prevenire tensioni e lesioni.
  3. Scegliere superfici di corsa appropriate: Evitare di correre su superfici dure e irregolari che possono aumentare l’impatto sul piede. Prediligere terreni più morbidi come l’erba o percorsi in pista per ridurre lo stress sulla fascia plantare.
  4. Indossare scarpe da corsa adatte: Le scarpe da corsa svolgono un ruolo cruciale nella prevenzione della fascite plantare. Assicurarsi di indossare scarpe che offrano un adeguato supporto dell’arco plantare e ammortizzazione sufficiente per assorbire gli urti durante la corsa. Consultare un esperto in negozio specializzato per scegliere il tipo di scarpa più adatto al proprio tipo di piede e stile di corsa.
  5. Allenare la forza dei muscoli del piede: Rafforzare i muscoli del piede e della gamba attraverso esercizi specifici può contribuire a migliorare la stabilità e ridurre il rischio di lesioni. Esercizi come il sollevamento dell’arco plantare, il curl del piede con elastici o il rafforzamento dei muscoli intrinseci del piede possono essere inclusi nel programma di allenamento.
  6. Evitare il sovrappeso: L’eccesso di peso può aumentare lo stress sulle articolazioni e i tessuti del piede, aumentando il rischio di lesioni come la fascite plantare. Mantenere un peso sano attraverso una dieta equilibrata e l’attività fisica può ridurre la pressione sulle strutture del piede.
  7. Ascoltare il proprio corpo: Prestare attenzione ai segnali che il corpo invia durante la corsa. Se si avverte dolore o disagio al piede o alla fascia plantare, è importante fermarsi e concedere il giusto periodo di riposo per consentire la guarigione.

La prevenzione è fondamentale per evitare la fascite plantare e continuare a godere di una corsa senza dolori. Implementare queste strategie nel proprio programma di allenamento può aiutare a mantenere la salute del piede e prevenire lesioni.

Per ulteriori informazioni sulla prevenzione della fascite plantare, si consiglia di consultare il sito web della American Academy of Orthopaedic Surgeons all’indirizzo: https://orthoinfo.aaos.org.

Scarpe da corsa e supporti plantari: la scelta dell’equipaggiamento adeguato

La scelta delle scarpe da corsa e dei supporti plantari è di fondamentale importanza per prevenire la fascite plantare e garantire una corsa confortevole e sicura. Ecco alcuni concetti chiave da tenere in considerazione nella scelta dell’equipaggiamento adeguato:

1. Tipo di scarpe da corsa: Le scarpe da corsa si differenziano in base al tipo di appoggio del piede: neutro, supinatore o pronatore. È importante individuare il proprio tipo di appoggio per selezionare le scarpe più adatte. Le scarpe neutre sono consigliate per i corridori con un appoggio regolare, mentre chi presenta una pronazione eccessiva o una supinazione può beneficiare di scarpe con supporto specifico.

2. Ammortizzazione: Le scarpe da corsa devono offrire un’adeguata ammortizzazione per assorbire l’impatto durante la corsa. Una buona ammortizzazione riduce lo stress sulla fascia plantare e sulle articolazioni del piede. Le scarpe con intersuola in materiale ammortizzante come l’EVA o il gel possono essere una scelta appropriata.

3. Supporto dell’arco plantare: Il supporto dell’arco plantare è cruciale per la prevenzione della fascite plantare. Le scarpe con un adeguato supporto dell’arco aiutano a distribuire il carico in modo uniforme sulla fascia plantare, riducendo la tensione e il rischio di lesioni. Alcune scarpe offrono anche supporti plantari rimovibili per consentire l’uso di plantari personalizzati, se necessario.

4. Vestibilità: La vestibilità delle scarpe è essenziale per garantire comfort e stabilità durante la corsa. Le scarpe devono essere abbastanza ampie da permettere al piede di muoversi senza restrizioni, ma anche abbastanza aderenti per evitare sfregamenti e vesciche. È consigliabile provare diverse marche e modelli di scarpe per trovare quella che si adatta meglio alla forma del proprio piede.

5. Controllo della stabilità: I corridori con una pronazione eccessiva possono beneficiare di scarpe con controllo della stabilità. Queste scarpe offrono un supporto extra per limitare il collasso dell’arco plantare durante la corsa e favorire un’adeguata allineamento biomeccanico.

6. Consultazione di un professionista: Se si hanno dubbi sulla scelta delle scarpe da corsa più adatte, è consigliabile consultare un podologo o un esperto presso un negozio specializzato. Questi professionisti possono valutare il piede e fornire consigli personalizzati sulla scelta delle scarpe e, se necessario, suggerire l’utilizzo di supporti plantari personalizzati.

Indossare le scarpe da corsa adeguate e, se necessario, utilizzare supporti plantari può contribuire in modo significativo a prevenire la fascite plantare e altre lesioni del piede durante la corsa.

Per ulteriori informazioni sulla scelta delle scarpe da corsa, si consiglia di consultare il sito web della American Podiatric Medical Association all’indirizzo: https://www.apma.org.

Tecniche di allenamento per prevenire la fascite plantare

La prevenzione della fascite plantare nella corsa è fondamentale per evitare lesioni e mantenere la salute del piede. Oltre alla scelta delle scarpe da corsa adeguate, esistono diverse tecniche di allenamento che possono aiutare a ridurre il rischio di sviluppare questa condizione. Ecco alcuni concetti principali da considerare:

1. Aumento graduale dell’intensità: L’incremento graduale dell’intensità dell’allenamento è fondamentale per consentire ai tessuti del piede di adattarsi al carico progressivamente crescente. Evitare improvvisi aumenti di distanza o di velocità può contribuire a prevenire lo stress eccessivo sulla fascia plantare.

2. Esercizi di rafforzamento: Il rafforzamento dei muscoli del piede e della gamba può contribuire a migliorare la stabilità e ridurre il carico sulla fascia plantare. Esercizi come il sollevamento del tallone, l’affondo, il rialzo delle dita dei piedi e il raccogliere oggetti con le dita dei piedi possono essere utili per rafforzare queste aree.

3. Stretching: Lo stretching regolare dei muscoli del piede, della gamba e della fascia plantare può aiutare a mantenere la flessibilità e prevenire la tensione eccessiva. Esercizi come il stretching del polpaccio, l’allungamento della fascia plantare e il rotolare di una palla sotto il piede possono favorire un’adeguata elasticità.

4. Utilizzo di superfici diverse: Alternare l’allenamento su diverse superfici, come erba, terreno sterrato e pista, può contribuire a distribuire il carico in modo più uniforme sul piede. Questo aiuta a ridurre lo stress concentrato sulla fascia plantare e può favorire una migliore forza e stabilità.

5. Riposo e recupero: Assicurarsi di includere periodi di riposo e recupero nell’allenamento è fondamentale per permettere al piede di recuperare e guarire adeguatamente. Evitare l’eccesso di allenamento e concedere al corpo il tempo necessario per guarire può aiutare a prevenire l’insorgenza della fascite plantare.

È importante sottolineare che ogni individuo è unico, quindi è consigliabile consultare un professionista, come un fisioterapista o un allenatore specializzato, per ricevere consigli personalizzati sulla prevenzione della fascite plantare e sulla programmazione di un allenamento adeguato.

Trattamenti conservativi per la fascite plantare: riposo, terapie fisiche e stretching

I trattamenti conservativi sono spesso la prima linea di intervento per la fascite plantare e possono essere efficaci nel ridurre il dolore, promuovere la guarigione e prevenire recidive. Questi trattamenti si concentrano sulla riduzione dello stress sulla fascia plantare e sulla promozione del recupero. Di seguito sono riportati i concetti principali da considerare:

1. Riposo: Il riposo è un componente cruciale nel trattamento della fascite plantare. Ridurre o evitare l’attività che provoca dolore è fondamentale per consentire alla fascia plantare di guarire. Durante il periodo di riposo, è possibile sostituire l’attività ad alto impatto con attività a basso impatto come il nuoto o il ciclismo per mantenere l’attività fisica senza sovraccaricare il piede.

2. Terapie fisiche: Le terapie fisiche possono essere utili nel trattamento della fascite plantare. Queste possono includere terapia manuale, come il massaggio e la mobilizzazione dei tessuti molli, per ridurre la tensione e promuovere la guarigione. Altre modalità terapeutiche, come l’ultrasuonoterapia e la terapia a onde d’urto, possono essere utilizzate per ridurre il dolore e stimolare il processo di guarigione.

3. Stretching: Gli esercizi di stretching mirati possono aiutare a ridurre la tensione sulla fascia plantare e migliorare la flessibilità del piede. Lo stretching del polpaccio, dell’achilleo e della fascia plantare può essere efficace nel ridurre il dolore e prevenire la ricomparsa della fascite plantare. È importante eseguire gli esercizi di stretching in modo corretto e regolare per ottenere i massimi benefici.

4. Supporti plantari: L’utilizzo di supporti plantari o plantari personalizzati può fornire un adeguato supporto e ammortizzazione al piede, riducendo il carico sulla fascia plantare. Questi supporti possono essere indossati all’interno delle scarpe da corsa o di tutti i giorni, offrendo un sostegno aggiuntivo e riducendo il rischio di ricaduta.

5. Monitoraggio dell’attività: È importante monitorare attentamente l’attività fisica e fare attenzione a segnali di dolore o disagio. Modificare l’intensità, la durata o il tipo di attività può essere necessario per evitare ulteriori danni alla fascia plantare. L’ascolto del proprio corpo e l’adattamento dell’allenamento in base alle necessità possono contribuire a favorire il recupero.

È consigliabile consultare un professionista della salute, come un fisioterapista o un medico specializzato, per una valutazione accurata e un piano di trattamento personalizzato per la fascite plantare.

Interventi medici e procedure invasive per la fascite plantare grave

 

Quando la fascite plantare diventa grave e non risponde ai trattamenti conservativi, possono essere necessari interventi medici e procedure invasive per gestire il dolore e ripristinare la funzionalità del piede. È importante consultare un medico specializzato per valutare le opzioni disponibili e determinare il percorso di trattamento appropriato. Di seguito sono riportati i concetti principali da considerare:

1. Terapie infiltrative: Le infiltrazioni di corticosteroidi possono essere utilizzate per ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore associato alla fascite plantare. Queste infiltrazioni vengono somministrate direttamente nella zona interessata e possono fornire un sollievo temporaneo. Tuttavia, l’uso eccessivo di infiltrazioni di corticosteroidi può comportare rischi e effetti collaterali, pertanto è importante seguirne attentamente le indicazioni del medico.

2. Terapia a onde d’urto: La terapia a onde d’urto è una procedura non invasiva che utilizza onde sonore ad alta energia per stimolare il processo di guarigione. Questa tecnica può essere utilizzata nel trattamento della fascite plantare resistente ai trattamenti conservativi. Le onde d’urto favoriscono la rigenerazione dei tessuti e la riduzione del dolore.

3. Fisioterapia avanzata: In alcuni casi, la fisioterapia avanzata può essere consigliata per la gestione della fascite plantare grave. Questa può includere terapie come l’elettroterapia, la terapia laser e l’allenamento eccentrico. La fisioterapia mira a migliorare la forza, la flessibilità e la stabilità del piede, contribuendo al recupero e alla prevenzione delle recidive.

4. Interventi chirurgici: Gli interventi chirurgici per la fascite plantare sono considerati come ultima opzione e vengono presi in considerazione solo se tutti gli altri trattamenti non hanno avuto successo nel migliorare i sintomi. Ci sono diversi tipi di interventi chirurgici che possono essere eseguiti, tra cui la fasciotomia plantare parziale o la fasciotomia plantare completa. Durante questi interventi, viene rimossa o allentata la fascia plantare per alleviare la tensione e il dolore.

È importante sottolineare che la decisione di sottoporsi a un intervento chirurgico deve essere presa in collaborazione con il proprio medico, valutando attentamente i rischi e i benefici associati a questa procedura.

Programma di riabilitazione e recupero per la fascite plantare: ritorno graduale alla corsa

Dopo aver affrontato la fase di trattamenti conservativi o interventi medici per la fascite plantare, è fondamentale seguire un adeguato programma di riabilitazione e recupero per consentire al piede di guarire completamente e tornare gradualmente alla pratica della corsa. Un programma di riabilitazione ben strutturato può contribuire a rafforzare il piede, migliorare la flessibilità e prevenire recidive. Di seguito sono riportati i concetti principali da considerare:

1. Gradualità nell’incremento dell’attività: È importante riprendere gradualmente l’attività fisica, inclusa la corsa, per evitare sovraccarichi e lesioni ricorrenti. Iniziare con una combinazione di camminate e corsa leggera, aumentando gradualmente la durata e l’intensità dell’esercizio. Ascoltare attentamente il proprio corpo e fermarsi se si avverte dolore.

2. Esercizi di stretching e rafforzamento: Gli esercizi di stretching e rafforzamento specifici per il piede e la fascia plantare possono essere inclusi nel programma di riabilitazione. Questi esercizi mirano a migliorare la flessibilità dei muscoli del piede e della caviglia, nonché a rafforzare i muscoli intrinseci del piede per fornire un migliore supporto. Esempi di esercizi possono includere il rafforzamento del muscolo del polpaccio, il rolling con una palla da tennis sotto il piede e il sollevamento dell’arco del piede.

3. Terapia fisica: La terapia fisica può svolgere un ruolo importante nel processo di riabilitazione. Il terapista fisico può utilizzare una varietà di modalità terapeutiche come la terapia manuale, il massaggio, l’elettroterapia e il taping per ridurre l’infiammazione, migliorare la mobilità e promuovere la guarigione del piede.

4. Monitoraggio dei sintomi: Durante il programma di riabilitazione, è essenziale monitorare attentamente i sintomi e segnalare eventuali disagi o ricorrenze al medico o al terapista. Ciò consentirà di apportare eventuali modifiche al programma di recupero e adottare le misure necessarie per prevenire ulteriori danni o complicanze.

È importante sottolineare che il programma di riabilitazione e recupero per la fascite plantare può variare in base alle esigenze individuali. È consigliabile lavorare a stretto contatto con un professionista sanitario specializzato, come un fisioterapista o un podologo, per ottenere un programma personalizzato e adatto alle proprie esigenze.

Per ulteriori informazioni su programmi di riabilitazione e recupero per la fascite plantare, si consiglia di consultare il sito web dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons all’indirizzo: https://orthoinfo.aaos.org.

Per Concludere

La fascite plantare rappresenta una lesione comune tra i corridori, ma con una corretta prevenzione, diagnosi e trattamento, è possibile gestire efficacemente questa condizione dolorosa. Comprendere l’anatomia del piede e della fascia plantare, identificare le cause e i fattori di rischio, nonché adottare strategie preventive come l’uso di calzature adeguate e l’adeguato allenamento, sono fondamentali per ridurre il rischio di sviluppare la fascite plantare. In caso di insorgenza dei sintomi, una diagnosi tempestiva e un trattamento conservativo, come il riposo, le terapie fisiche e lo stretching, possono favorire il recupero. Nei casi più gravi, gli interventi medici e le procedure invasive possono essere considerati come opzioni di trattamento. Infine, un adeguato programma di riabilitazione e recupero svolge un ruolo cruciale nel ritorno graduale alla corsa, prevenendo ricadute e rinforzando il piede. Consultare sempre un professionista sanitario specializzato per una valutazione accurata e un piano di trattamento personalizzato.

La consapevolezza e l’attenzione verso la fascite plantare possono contribuire a mantenere i corridori in salute, consentendo loro di godere appieno della pratica della corsa senza i fastidi e i limiti causati da questa condizione. Continuare a educarsi sulle migliori pratiche per prevenire, riconoscere e curare la fascite plantare è essenziale per garantire il benessere a lungo termine degli appassionati di corsa.

Ricordate sempre di consultare un medico o un professionista sanitario qualificato per una diagnosi e un trattamento appropriati.

Di Rebecca

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